Sonetto XXIV
~ William Shakespeare ~

L'Associazione Vivi L'Arte si basa secondo un unico principio ossia la convinzione del fatto che l'arte, in tutte le sue svariate forme sia il mezzo migliore per la vera e sincera espressione di sè stessi.


i siamo presentate così: "ciao io mi chiamo Viola" ... "Ah, anch'io"... che risate che ci siamo fatte...beh da lì abbiamo scoperto giorno dopo giorno di chiamarci uguale, di essere fisicamente opposte ma di essere affini sulle cose che ci piacciono, ci leggiamo quasi nel pensiero e riusciamo ad anticiparci l'una sull'altra su quello che vogliamo fare!!! E' nata davvero una bella amicizia...e da qui...il soprannome che ci è stato dato quando siamo insieme...bensì non "le veline" che sarebbe q
uasi offensivo...ma "Le VIOLINE"
il vice-presidente!!!
llezione di animali di ogni tipo...vado ad elencare: un cane (Giulietta), una gattina nera che si chiama Mina, una gallina di nome Clementina, due vaschette di pesci grandi e piccoli, un numero indefinito di tartarughe (credo 7 tutte con un nome), un rospo che si chiama Vladimiro e un tempo per pochi giorni c'era pure un riccio chiamato Timido. Un bello zoo vero? a casa sua non ci si annoia mai... Mi considero davvero fortunata ad averla come amica!!! 





..XVIII° Sonetto – William Shakespeare... - Ora ti paragono a una giornata d'estate No, tu sei più amabile e delicato: Venti selvaggi scuotono le gemme della primavera, E troppo poco dura il corso dell'estate: Spesso rovente splende l'occhio del cielo E talvolta il suo volto dorato si rabbuia, Come la bellezza che da un bel volto sfuma, Per un gioco del caso o per destino avverso. Ma la tua eterna estate non dovrò sfiorire, Né mai si piegherà la tua bellezza al tempo, Né la morte potrà vantarsi di te che vaghi, tra le ombre. Al tempo opponi un'armonia perenne Finché qualcuno respira o gli occhi sanno di vedere, Anche questi versi vivranno e ti daranno vita. " />

.....William Shakespeare – ....47° Sonetto-... I miei occhi e il cuore son venuti a patti ed or ciascuno all'altro il suo ben riversa: se i miei occhi son desiosi di uno sguardo, o il cuore innamorato si distrugge di sospiri, gli occhi allor festeggian l'effigie del mio amore e al fantastico banchetto invitano il mio cuore; un'altra volta gli occhi son ospiti del cuore che a lor partecipa il suo pensier d'amore. Così, per la tua immagine o per il mio amore, anche se lontano sei sempre in me presente; perchè non puoi andare oltre i miei pensieri e sempre io son con loro ed essi son con te; o se essi dormono, in me la tua visione desta il cuore mio a delizia sua e degli occhi. - " />